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CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO DEL PARCO



IL FIUME SECCHIA

Il Fiume Secchia nasce in Emilia Romagna dall’Alpe di Succiso (RE) posta a 2017 metri sul livello del mare e, dopo aver percorso 172 chilometri attraverso scenari naturalistici variegati e suggestivi, sfocia nel fiume Po nel territorio mantovano dei Comuni di Quistello e San Benedetto Po a una quota di 13 metri sul livello del mare. Come tutti i corsi d’acqua appenninici, il Secchia ha una portata che risente fortemente degli eventi meteorologici, alternando periodi di fortissime magre estive a imponenti piene primaverili e autunnali.
Dopo aver ricevuto l’apporto di numerosi affluenti, il fiume sbocca nell’alta pianura emiliana con un alveo piatto ed ampio (sino a 600-800 metri), restringendosi poi nella bassa pianura dove, per contenere le acque, sono necessarie alte arginature che possono raggiungere anche i 10-12 metri di altezza. La portata media è di 42 metri cubi al secondo ma, durante le piene, essa può salire sino a 1.000 mc/s! Per il controllo di queste acque tumultuose, negli anni sono nati, lungo il corso del fiume, caratteristici manufatti idraulici anche di considerevole rilevanza e imponenza.
Nel tratto mantovano del Secchia, così come accade per la maggior parte degli affluenti del Po, la fase deposizionale prevale nettamente su quella erosiva e ciò determina la caratteristica conformazione a meandri e alvei pensili sul piano di campagna. L’impeto e la conformazione geomorfologica del fiume hanno provocato numerose modifiche dell’alveo nel corso dei secoli a seguito di violenti eventi di piena. L’attuale corso venne inalveato soltanto nel XV° secolo.


 

 
CARATTERISTICHE CLIMATICHE  E FITOCLIMATICHE


Il clima è tipicamente padano continentale, con inverni rigidi ed estati calde, caratterizzato da una forte umidità atmosferica.
Per quanto concerne gli afflussi meteorici, la piovosità media mensile si aggira sui 60 mm, con una piovosità media annua di circa 700 mm. La temperatura media annuale oscilla intorno ai 13 °C. Il regime anemologico è caratterizzato da venti forti soprattutto nella stagione invernale e primaverile, ma soltanto per frazioni della giornata; durante l'estate, invece, vi sono periodi di assenza di vento, con brezze deboli. I venti prevalenti hanno direzione Nord-Est. L'area, dal punto di vista fitoclimatico, appartiene al Castanetum caldo, secondo la classificazione del Pavari e del De Philippis, a cui fa riscontro l'associazione vegetazionale climatica del Querco-Carpinetum boreo-italicum, secondo Pignatti, il bosco mesofilo della Pianura Padana per eccellenza.

La vegetazione delle golene del Fiume Secchia appartiene all’associazione Salicetum albae.

 


CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE E GEOLITOLOGICHE

 

L’area è inserita nella pianura alluvionale creata negli ultimi 4-5 millenni dal Po e dai suoi affluenti, in particolare dal Secchia: la morfologia e l’evoluzione dei corsi d’acqua sono stati fortemente influenzati da fenomeni di subsidenza e dall’attività tettonica profonda.

Il territorio del Destra Secchia si trova, infatti, nella zona di raccordo tra il bordo nord-occidentale delle cosiddette Pieghe ferraresi e la Monoclinale padana.

Il Fiume Secchia, come la maggior parte degli affluenti del Po, si trova ad uno stadio di maturità evolutiva in cui la fase deposizionale prevale nettamente su quella erosiva a causa sia della esigua capacità di deflusso che della scarsa capacità di trasporto: ciò è confermato dalla presenza di numerosi meandri e di alvei pensili, che in assenza di argini artificiali, tenderebbero a far divagare l’acqua nella pianura circostante.

Il Fiume Secchia nell’XI° secolo seguiva un corso diverso dall’attuale, percorrendo il dosso di Gavello, deviando a Concordia verso oriente lungo la direttrice Quarantoli-Gavello sino a sfociare nel Po nei pressi di Bondeno; un paio di secoli dopo (XIII° secolo) il corso si spostò verso nord lungo gli attuali dugali Rame e Cannucchio, situati al confine fra le province di Modena e Mantova lungo un percorso abbandonato del Burana, mentre l’attuale corso venne inalveato soltanto nel XV° secolo.


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Flora

Fauna

  
 

 
 

 




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